ADNKRONOS NEWS


martedì, 28 ottobre 2008, ore 10:09

Il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua nel silenzio più totale

 

Lettera che Padre Alex Zanotelli ha inviato a Beppe Grillo:

 

“Caro Beppe,
nel cuore di questa estate torrida e di questa terra calabra, lavorando con i giovani nelle cooperative del vescovo Brigantini (Locride) e dell’Arca di Noè (Cosenza), mi giunge, come un fulmine a ciel sereno, la notizia che il governo Berlusconi sancisce la privatizzazione dell’acqua.

Infatti il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112 del ministro G. Tremonti che nel comma 1 afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica.

Tutto questo con l’appoggio dell’opposizione, in particolare del PD, nella persona del suo corrispettivo ministro-ombra Lanzillotta (una decisione che mi indigna, ma non mi sorprende, vista la risposta dell’on.Veltroni alla lettera sull’acqua che gli avevo inviata durante le elezioni!).

Così il governo Berlusconi, con l’assenso dell’opposizione, ha decretato che l’Italia è oggi tra i paesi per i quali l’acqua è una merce.

Dopo questi anni di lotta contro la privatizzazione dell’acqua con tanti amici,con comitati locali e regionali, con il Forum e il Contratto Mondiale dell’ acqua ……queste notizie sono per me un pugno allo stomaco, che mi fa male.

Questo è un tradimento da parte di tutti i partiti!

Ancora più grave è il fatto, sottolineato dagli amici R.Lembo e R. Petrella, che il “Decreto modifica la natura stessa dello Stato e delle collettività territoriali.
I Comuni, in particolare, non sono più dei soggetti pubblici territoriali responsabili dei beni comuni, ma diventano dei soggetti proprietari di beni competitivi in una logica di interessi privati, per cui il loro primo dovere è di garantire che i dividendi dell’impresa siano i più elevati nell’interesse delle finanze comunali.

“ Stiamo facendo a pezzi anche la nostra Costituzione!

Concretamente cosa significa tutto questo?

Ce lo rivelano le drammatiche notizie che ci pervengono da Aprilia (Latina) dimostrandoci quello che avviene quando l’acqua finisce in mano ai privati.
Acqualatina, (Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua ha il 46,5 % di azioni) che gestisce l’acqua di Aprilia, ha deciso nel 2005 di aumentare le bollette del 300%!
Oltre quattromila famiglie da quell’anno, si rifiutano di pagare le bollette ad Acqualatina, pagandole invece al Comune. Una lotta lunga e dura di resistenza quella degli amici di Aprilia contro Acqualatina!
Ora, nel cuore dell’estate, Acqualatina manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori o ridurre il flusso dell’acqua. Tutto questo con l’avallo del Comune e della provincia di Latina!
L’obiettivo?
Costringere chi contesta ad andare allo sportello di Acqualatina per pagare.

E’ una resistenza eroica e impari questa di Aprilia: la gente si sente abbandonata a se stessa.

Non possiamo lasciarli soli!

L’ estate porta brutte notizie anche dalla mia Napoli e dalla regione Campania. L’assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Cardillo, lancia una proposta che diventerà operativa nel gennaio 2009. L’ Arin, la municipalizzata dell’acqua del Comune di Napoli, diventerà una multi-servizi che includerà Napoligas e una compagnia per le energie rinnovabili.Per far digerire la pillola, Cardillo promette una “Robintax” per i poveri (tariffe più basse per le classi deboli). Con la privatizzazione dell’acqua si creano necessariamente cittadini di seria A (i ricchi ) e di serie B (i poveri), come sostiene l’economista M.Florio dell’Università degli studi di Milano.

Sono brutte notizie queste per tutto il movimento napoletano che nel 2006 aveva costretto 136 comuni di ATO 2 a ritornare sui propri passi e a proclamare l’acqua come bene comune. Invece dell’acqua pubblica, l’assessore Cardillo sta forse preparando un bel bocconcino per A2A (la multiservizi di Brescia e Milano) o per Veolia, qualora prendessero in mano la gestione dei rifiuti campani? Sarebbe il grande trionfo a Napoli dei potentati economico-finanziari.

A questo bisogna aggiungere la grave notizia che a Castellamare di Stabia (un comune di centomila abitanti della provincia di Napoli ), 67 mila persone hanno ricevuto, per la prima volta, le bollette dalla Gori, (una SPA di cui il 46% delle azioni è di proprietà dell’Acea di Roma).Questo in barba alle decisioni del Consiglio Comunale e dei cittadini che da anni si battono contro la Gori, che ormai ha messo le mani sui 76 Comuni Vesuviani (da Nola a Sorrento).

“Non pagate le bollette dell’acqua!”, è l’invito del Comitato locale alle famiglie di Castellamare. Sarà anche qui una lotta lunga e difficile, come quella di Aprilia. Mi sento profondamente ferito e tradito da queste notizie che mi giungono un po’ dappertutto.Mi chiedo amareggiato:” Ma dov’è finita quella grossa spinta contro la privatizzazione dell’acqua che ha portato alla raccolta di 400 mila firme di appoggio alla Legge di iniziativa popolare sull’acqua?

Ma cosa succede in questo nostro paese?
Perchè siamo così immobili?
Perchè ci è così difficile fare causa comune con tutte le lotte locali, rinchiudendoci nei nostri territori?
Perché il Forum dell’acqua non lancia una campagna su internet, per inviare migliaia di sollecitazioni alla Commissione Ambiente della Camera dove dorme la Legge di iniziativa popolare sull’acqua?
Non è giunto il momento di appellarsi ai parlamentari di tutti i partiti per far passare in Parlamento una legge-quadro sull’acqua?


Dobbiamo darci tutti una mossa per realizzare il sogno che ci accompagna e cioè che l’acqua è un diritto fondamentale umano, che deve essere gestita dalle comunità locali con totale capitale pubblico, al minor costo possibile per l’utente,senza essere SPA. “L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne “illecito”profitto- ha scritto l’arcivescovo emerito di Messina G. Marra.Pertanto si chiede che venga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubblica, che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione per tutti al costo più basso possibile.”
Quando ascolteremo parole del genere dalla Conferenza Episcopale Italiana? Quand’è che prenderà posizione su un problema che vuole dire vita o morte per le nostre classi deboli, ma soprattutto per gli impoveriti del mondo? (Avremo milioni di morti per sete!).
E’ quanto ha affermato nel mezzo di questa estate, il 16 luglio, il Papa Benedetto XVI:” Riguardo al diritto all’acqua, si deve sottolineare anche che si tratta di un diritto che ha un proprio fondamento nella dignità umana .Da questa prospettiva bisogna esaminare attentamente gli atteggiamenti di coloro che considerano e trattano l’acqua unicamente come bene economico.” Quand’è che i nostri vescovi ne trarranno le dovute conseguenze per il nostro paese e coinvolgeranno tutte le parrocchie in un grande movimento in difesa dell’acqua? L’acqua è vita. “L’acqua è sacra, non solo perché è prezioso dono del Creatore- ha scritto recentemente il vescovo di Caserta, Nogaro – ma perché è sacra ogni persona, ogni uomo, ogni donna della terra fatta a immagine di Dio che dall’acqua trae esistenza, energia e vita.”
Sull’acqua ci giochiamo tutto!
Partendo dal basso, dalle lotte in difesa dell’acqua a livello locale, dobbiamo ripartire in un grande movimento che obblighi il nostro Parlamento a proclamare che l’acqua non è una merce, ma un diritto di tutti. Diamoci da fare perché vinca la vita!”.

padre Alex Zanotelli

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martedì, 15 aprile 2008, ore 14:55

Ormai è stato sancito dalle elezioni di ieri. L'Italia ha il governo che merita. Siamo l'unco paese in Europa in cui è permesso a un condannato ladro criminale MAFIOSO di fare il presidente del consiglio! E la cosa diventa ancora più tragica quando per farlo ha bisogno per l'8% della appoggio della Lega Nord! Un ammasso di idioti razzisti che odiano l'Italia e il "centralismo romano", bruciano la bandiera, vogliono la secessione (perchè non se la prendono!), però poi siedono nel Parlamento e vogliono i ministeri! Non c'è più speranza ormai, un paese che ha bisogno di queste alleanze per andare avanti (anzi, indietro), ma che futuro può avere. Bah, certo l'alternativa non era allettante, più o meno non c'è grande differenza, ma le stesse cose le vedremo amplificate e peggiorate dal governo berlusconi III !!!!!

mmmmm.........Svezia o Spagna?

 

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mercoledì, 05 dicembre 2007, ore 15:30

CON GLI IMMIGRATI COME LE SS.

 

«Usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS: punirne dieci per ogni torto fatto a un nostro cittadino»

Sarebbe giusto fargli capire come ci si comporta usando gli stessi metodi dei nazisti. Per ogni trevigiano a cui recano danno o disturbo, vengono puniti dieci extracomunitari»

Sono queste le parole usate dal consigliere comunale leghista Giorgio Bettio, durante il consiglio comunale di Treviso. Tutto ciò nel più totale silenzio dell’opposizione. Infastidita sì, ma completamente in silenzio e senza reazione.

Le parole di Bettio vanno in appoggio all’ordinanza anti-sbandati adottata dal sindaco di Cittadella, Bitonci, e dal sindaco leghista Gobbo, nonché da tutti i primi cittadini leghisti (se non ancora adottata, comunque con grande potere di attrazione nei loro confronti!). Ordinanza che afferma che saranno allontanati dai territori comunali tutti gli sbandati che non hanno un’occupazione fissa, che sono barboni e/o disoccupati, negando loro la residenza. Naturalmente è rivolta soprattutto agli extracomunitari.

Bettio lancia la sua proposta «Gli immigrati che chiedono la residenza, se in possesso dei requisiti, dovrebbero essere messi sotto osservazione per sei mesi.Nel momento in cui ottengono la residenza, la commissione dovrebbe assumersi il compito di seguirne gli spostamenti e controllarne il comportamento andando a chiedere informazioni anche ai vicini di casa. Passati questi primi sei mesi, se gli stranieri si sono comportati bene, allora possono restare, in caso contrario devono essere sottoposti ad altri tre mesi di verifica e poi espulsi».

Secondo il modo di vedere della Lega, la nostra sicurezza è messa in pericolo solo dagli stranieri, anzi, dagli extracomunitari. Prima l’emergenza rom, in seguito alla quale i leghisti hanno minacciato di occupare la stazione di Roma se la Finanziara non avesse apportato somme di denaro per potenziere le forze di polizia e di carabinieri, poi le parole di Giampaolo Vallardi, che da pochi giorni ha rilanciato l’operazione Veneto Sicuro, ossia le ronde leghiste, poi il decreto anti-sbandati e ora questo. Sembra proprio che questi extracomunitari vogliano a tutti costi minare la nostra incolumità e mettere in pericolo la nostra fiera e pura razza. Certo, gli stessi leghisti non si creano problemi quando un extracomunitario viene sfruttato per lavorare a soli pochi euro a giornata, faticando sugli orgogliosi terreni italiani. Quando viene minacciato di espulsione e denuncia dagli impresari che lo prendono a lavorare sottocosto nelle proprie aziende. Quando è oggetto di razzismo pur non avendo commesso alcun crimine o infastidito nessun padano, tanto sono tutti uguali, prima o poi si aizzerà contro di noi. Il popolino ha bisogno di queste parole, di sentirsi rassicurato da questa invasione di stranieri nemici che ci vogliono far affondare. E il sistema mediatico da solo nuova linfa a queste ideologie similfasciste, mostrando solo la parte che accusa, non l’accusato, in quanto l’accusato non ha nemmeno modo di difendersi. D’altronde questi stranieri ci rubano in casa, violentano le donne, invadono proprietà, uccidono persone, fanno incidenti stradali mortali, vendono abusivamente, spacciano. Non importa se poi magari una percentuale molto più alta di persone è uccisa da italiani stessi, violentata da italiani stessi, derubata da italiani stessi o vittima di stragi, sempre a causa di italiani. L’importante è cacciare l’extracomunitario, così il paese vivrà sicuramente in pace e non avrà più problemi di sicurezza per sempre!

Io proporrei che i 6 mesi di osservazione vadano fatti a chi voglia accedere a cariche politiche per vedere se è davvero così candido, oppure che sia sottoposto a un esame per la patente o che si controlli che non abbia alcun tipo di problemi con la giustizia, con il fisco o quant’altro.

E’ pur vero che ci sono vari extracomunitari che compiono atti da delinquenti e andrebbero puniti, ma allo stesso modo è vero che sono anche molti italiani a compiere atti simili. Il problema non è l’etnia o la provenienza, altrimenti dovremmo pensare che tutti gli albanesi sono ladri, che tutti i rumeni sono violentatori, che tutti gli africani spacciano e che tutti gli italiani sono mafiosi. E considerato che qualche giorno fa a Pordenone c’è stato un episodio di violenza sessuale su una ragazza ghanese di 20 anni, a opera di un italiano, secondo la logica del signor Bettio adesso 10 pordenonesi dovrebbero essere puniti per dare il buon esempio?

 

Fonti:

http://tribunatreviso.repubblica.it/dettaglio/Bettio-(Lega):-con-gli-immigrati-usiamo-i-metodi-SS/1400151?edizione=EdRegionale

http://it.notizie.yahoo.com/adnkxml/20071120/tit-pordenone-ragazza-del-ghana-stuprata-afde0ec_2.html

 

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giovedì, 29 novembre 2007, ore 22:25

29 Novembre 2007: sei anni fa scompariva George Harrison, vorrei ricordarlo con una delle sue più belle canzoni. Ciao George!

 

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martedì, 27 novembre 2007, ore 14:20

IS IT A WONDERFUL WORLD?

Si dice che la realtà sia peggiore della fantasia e in certi casi è vero. Sicuramente lo è stato per Megan Meier, quattordicenne del Missouri, perennemente a dieta e continuamente depressa. Sarà stato per l’età, per il periodo adolescenziale in cui tutti si sentono gli ultimi al mondo, o semplicemente lei depressa lo era sul serio e per questo anche in cura da anni. Fatto sta che, per aver creduto troppo in quella arma a doppio taglio che è internet, è finita in tragedia. Per cercare un po’ di sollievo alle sue giornate, si era iscritta all’ormai noto e inflazionato Myspace avendo anche la (s)fortuna di aver trovato un ragazzo che la capiva. Josh, sedicenne, bello, simpatico, attraente, faceva di tutto per farla sentire speciale fino a che non decise di infierire in modo apparentemente gratuito sulla sua fragile condizione psicologica, dicendole che lei era una persona cattiva, inutile, che il mondo senza di lei sarebbe stato migliore e meno schifoso e chi più ne ha più ne metta. Conclusione della storia? Megan si è impiccata, in un momento di distrazione della famiglia.

Qual è il punto di tutto ciò? Che la realtà l’ha superata di varie lunghezze sta fantasia, perché il bel Josh non esisteva nemmeno! E la cosa peggiore? Era tutto uno scherzo….oh che goliardia la gente eh? Era stato tutto organizzato dai GENITORI di un’amichetta con cui la ragazza aveva un po’ litigato tempo addietro. Ma che spiritosoni! Non vi viene da ridere? Beh, sbagliate, a loro sembrava una cosa così “funny” e innocente. D’altronde che male c’è a fa credere ad una ragazzina depressa di essere almeno un po’ simpatica per poi farla risprofondare??
Ora io rifletto, non so, sbaglierò, ma dico: internet, questo fantastico mondo che ci fa fare milioni di cose che prima potevamo solo immaginare, che ci fa conoscere gente, conoscere cose, allargare anche i nostri orizzonti volendo, che ci apre mille mondi, di contro è un mondo pieno di eventi terribili e potenzialmente molto pericolosi, come in questo caso. Sì, come nel mondo reale. Ma cosa accadrà? Visto che ci sono casi come questo o si scoprono cose assurde nei blog, ragazzi che si proclamano fan di assassini di fama internazionale, di dittatori, che si fanno ritrarre in pose atroci con armi in mano, che mandano video su youtube in cui fanno del male a coetanei o addirittura in cui affermano che faranno qualcosa di terribile…arriveremo al punto in cui ci saranno restrizioni anche sul mondo virtuale e persone “normali” come noi ne subiranno le conseguenze? Un punto in cui per poter postare dovremo essere tutti controllati? Per poter inviare video sulla rete dovremo avere un permesso? Sono casi estremi, io per prima non lo voglio, eppure qualcosa si dovrà pur fare per limitare queste assurdità.

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mercoledì, 24 ottobre 2007, ore 12:28

Aggiornamento sul ddl. A quanto pare hanno cercato di limare un po' la cosa, cercando di rendere il ddl più chiaro. Cmq rimane il fatto che non si poteva essere così ambigui in un ddl, hanno creato un polverone....vediamo se ne esce fuori qualcosa di positivo. Cmq dall' articolo del Corriere, riporto:

«No ai bavagli, i blogger stiano tranquilli»

Il sottosegretario Levi: le nuove norme sulla registrazione riguardano solo editori e giornali online

ROMA - Con l'audizione nella commissione Cultura della Camera del sottosegretario alla presidenza del Consiglio e autore del testo, Ricardo Franco Levi, si apre mercoledì pomeriggio l'iter parlamentare del disegno di legge sull'editoria. Un ddl che ha fatto discutere, in particolare per l'intento di mettere delle limitazioni alla libertà di espressione di blog e siti individuali. Una circostanza, questa, che lo stesso Levi punta subito a smentire.

Il mondo dei blogger ha lanciato segnali di allarme…..
«La legge è una legge che intende regolare il mercato dell’editoria - spiega il sottosegretario in questa intervista rilasciata all'agenzia di stampa Agr 
- e dunque si rivolge agli operatori del mercato dell’editoria, tutti quelli che professionalmente producono giornali, riviste, libri e dunque esclude, per definizione, i blog o i siti individuali che non sono oggetto della nostra legge. Questo è stato chiaro fin dall’inizio, visto che però c’è stata qualche preoccupazione in materia e c’è qualche margine di ambiguità possibile nella legge, io già fin da domani nel mio primo incontro con la Commissione proporrò un’aggiunta alla legge che chiarisca fino in fondo che in questa legge non ci si occupa dei blog».

Chi allora ha l'obbligo di registrazione nel Roc?
«Solo gli operatori professionali, quelli che svolgono come mestiere quello dell’attività editoriale. Il senso della legge per quanto riguarda Internet è quello di estendere ai giornali pubblicati su Internet le regole per i giornali pubblicati sulla carta stampata».

Quindi le preoccupazioni per chi ha un blog privato non esistono?
«Non esistono nella maniera piu’ assoluta. Possono stare non tra due ma tra dieci guanciali».

Riforma del settore, contributi diretti all’editoria contenuti in finanziaria e agevolazioni postali. Il dibattito è animato e molte preoccupazioni sono state sollevate sia dagli editori che dai giornalisti…
«Dai tantissimi incontri che ho avuto non mi sento di dire che ci siano polemiche particolari intorno al disegno di legge, direi anzi che è stato un ddl molto dibattuto, molto preparato e sul quale c’è una buona disponibilità parlamentare alla discussione. Il problema delle risorse non è un problema del ddl ma del bilancio dello stato e della cifra che è scritta e che per ora è al di sotto di quelle che sono le esigenze di spesa per l’editoria, sono quindi due cose distinte e separate. Il ddl è un progetto di riforma strutturale del mercato dell’editoria, altro problema è quello delle risorse che l’anno prossimo sono disponibili per gli aiuti pubblici, due binari che devono essere coerenti l’uno con l’altro ma deve essere chiaro che sono due partite diverse».

Capitolo spinoso è anche quello delle agevolazioni postali agli editori, con tagli previsti in un regime delle poste che è ancora di monopolio.
«Nel disegno di legge il problema di come lo Stato interviene per sostenere le spedizioni in abbonamenti postali, sapendo che in tutto il mondo sono regolati con tariffe diverse da quelle ordinarie, nel ddl questo tema viene affrontato in modo molto preciso e con assoluta coerenza rispetto a quelle che sono le indicazioni della nostra autorità Antitrust e quelle giunte dalle autorità europee, nella previsione e nella prospettiva di una completa liberalizzazione del sistema postale. Per cui continueremo a sostenere il mondo dell’editoria, e gli abbonamenti in modo particolare, evitando i problemi del vecchio sistema che di fatto era incentrato sul monopolio delle poste».

Viste le polemiche e gli interessi in gioco prevede vita dura per il ddl nel suo prossimo iter in Parlamento?
«I passaggi parlamentari sono veri e autentici momenti di riflessione sui testi di legge che hanno un’occasione per essere studiati e approfonditi e, dove necessario, migliorati. Credo ci siano tutte le condizioni per un proficuo e utile passaggio parlamentare».

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martedì, 23 ottobre 2007, ore 12:13

Dal blog di Diego Garcia

Ricardo Franco Levi. Stampatevi questo nome e questa faccia in mente. Almeno lì non ci sarebbe bisogno di nessuna registrazione per farlo. Il suo disegno di legge, che porta il nome anche di Prodi, mira ad infettare anche l’ultima democrazia rimasta sulla faccia della Terra. La democrazia della Rete, la democrazia virtuale. I virus del potere, i Ministri e i sottosegretari, voglio mandare in cancrena, in putrefazione anche l’ultima speranza, l’ultimo fardello, l’ultima barricata di chi ha ancora voglia di esprimersi liberamente. I blog personali equiparati a La Repubblica, il Corriere della Sera, Panorama, Novella 2000 e a tutte le varie articolazioni dell’editoria. Solo che questi continueranno la loro attività, ma i blog chiuderanno. Persone che aprono un blog non fanno dell’editoria. Eppure sono loro i veri interessati dalla legge.
I professionisti dell’editoria sono una cosa, la libera circolazione delle idee un’altra.
Nessun paletto può indirizzare la libera circolazione delle idee. Nessuna burocratizzazione della rete può rallentarla, controllarla, manipolarla.
I Ministri che non sono d’accordo con questo Ddl avrebbero dovuto chiedere le dimissioni di Levi. Di Pietro l’ha definita una legge liberticida. Perché non chiede le sue dimissioni? Levi fa parte del suo Governo.
Levi è un pericolo per la democrazia. Levi va stroncato politicamente. Così come Prodi, Levi deve andare via! Chi propone una cosa del genere deve andare via!
Il Ddl sarà al vaglio del Parlamento, ma sicuramente così com’è non passerà mai. Parola dei membri della maggioranza. Della maggioranza.
Questo governo, poi, che si fa opposizione da solo.
In Parlamento, una legge del genere non ci deve proprio arrivare! Discutessero di cose serie!

Gli Amici di Grillo hanno già promosso una petizione contro la Levi-Prodi:

http://www.petitiononline.com/nolegglp/petition.html

Firmiamola!

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venerdì, 05 ottobre 2007, ore 23:29

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sabato, 22 settembre 2007, ore 13:50

Viene da chiedersi come mai la povera Britney non riesca a godere di una sorte simile a quella di altre colleghe "maledette", che dai guai attingono linfa vitale per rilanciarsi più forti di prima. Come Kate Moss, alla quale lo scandalo-cocaina ha conferito lo status di top più richiesta e pagata dalle firme internazionali della moda, fino a essere decretata Model of the Year ai British Fashion Awards, gli Oscar britannici della moda. O Naomi Campbell, che pur menando a destra e a manca come un pugile suonato resta sempre la "pantera nera" più ambita dagli stilisti.
Britney no. Lei dovrà sottoporsi a test antidroga per due volte alla settimana, assumere un consulente che la aiuti ad allevare i figli e vedere un terapista almeno una vota alla settimana. (repubblica.it)


Ma chissenefregaaaaaaaa! Perchè continuano a dare importanza a queste stupidaggini (per essere gentili...)?? Poi si mettono pure a chiedersi perchè britney spiiirs non diventi ancora più famosa, non sia chiamata da stilisti vari (e magari ci regala qualche altro film, perchè no??) visto che si ubriaca, guida male, fa incidenti, maltratta i figli, è idiota...mah...oramai il concetto è questo: vuoi diventare famoso/a?fare soldi?tanto la gente è stupida...comportati come cavolo ti pare (la casa delle libertà!), sii delinquente, non rispettare la legge e rompi le scatole a tutti..ci pensiamo noi a riempirti di ricchezze ! Ah..se ogni tanto vuoi anche far finta di pensare all'ambiente.... .(Ovviamente il discorso è allargato a molti altri ambiti, non sono quello musicale). Poi c'è chi si deve sbattere per vivere, pur essendo una persona mille volte migliore di loro.

La cosa peggiore non è nemmeno questa.....è che ci sono ancora migliaia di persone che seguono questi falliti, che ne diffondono le notizie, ne parlano, comprano dischi, guardano film e li venerano. Poi ci si lamenta che non si pensa alle cose serie........non vorrei fare un discorso retorico, ma la cosa è davvero deprimente. Meno male che guardo poco la tv... 

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giovedì, 13 settembre 2007, ore 19:39

Clemente Mastella, Guardasigilli, MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, domenica ha pensato bene di utilizzare l'aereo di stato, solo un piccolo airbus presidenziale, e un elicottero-limousine, per andare a vedersi il Gran Premio di Monza. Anzi no, per salutare il suo amico Briatore, come ha detto lui. Ah, allora sì....il viaggio è giustificato! E noi contribuenti ringraziamo perchè vedere utilizzati i nostri soldi in queste azioni molto utili al paese ci da grande soddisfazione! Come se non bastasse, l'aereo ha trasportato anche Fraqceso Rutelli visto che entrambi avevno chiesto un volo di stato per andare a Monza, solo che l'hanno fatto da due posti diversi..quindi la società ha giustamente pensato di evitare lo spreco di due voli e di raccattarli insieme e portarli lì. La motivazione che da Mastella? Per la sicurezza......sarebbero stati più sicuri usando l'airbus presidenzile ecco perchè l'hanno fatto. Voi ci credete no? Mica state pensando che era solo per sfruttare la comodità di questo privilegio?? Malpensanti! E come se non bstasse tutte le persone che hanno viaggiato con quel volo sono protette dal segreto di Stato!!! Evviva la limpida politica italiana!
Non voglio farla lunga...
leggete l'articolo per altri meravigliosi dettagli.....però fa riflettere come stesso il giorno prima Mastella abbia detto che "Siamo indebitati fino al collo. I magistrati che indagano sulla strage di Duisburg non hanno benzina per le auto"  e l'airbus presidenziale ne brucia circa 7mila litri....

ps: spero abbiate trascorso belle vacanze!!! :D

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lunedì, 06 agosto 2007, ore 22:22

Io domani parto, quindi ci vediamo (o meglio...leggiamo) direttamente a settembre! Auguro buone vacanze a tutti, chi resta e chi parte!

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domenica, 29 luglio 2007, ore 11:34

Lui non la cura, lei muore di cancro
Solo conviventi, quindi non è colpevole

Una sentenza ancora "provvisoria", che non fa giurisprudenza, ma che dimostra
la necessità di regole per chi vive insieme senza essere sposato

MILANO - Lui è un camionista milanese, 51 anni, iniziali N.L.N. Lei, la sua compagna, di origine slava, è morta nel 2002, di tumore, senza assistenza, senza cure, senza un aiuto. Lasciata morire. Ma erano "solo" conviventi e per la giustizia lui, il camionista, non è colpevole di alcunchè. In base al codice, almeno. La coscienza, poi, quella è un'altra cosa.

Lo ha deciso oggi la I sezione della Corte d'Assise che ha assolto N.L.N dall'accusa di abbandono di persona incapace perchè "il rapporto di convivenza, in quanto rapporto di fatto non disciplinato dalla legge, è privo di rilevanza penale". La coppia viveva insieme da quindici anni pur senza essere - come dice la sentenza - disciplinati dalla legge. Non erano sposati, insomma. Due estranei sotto lo stesso tetto per cui però non scatta alcun tipo di obbligo, nè civile nè penale.

Tutto bene finchè la donna si ammala: tumore, obbligo di cure, necessità di assistenza, un'agonia lunga. E in solitudine visto che lui, dicono le accuse, non si è preoccupato di assisterla e di farla curare. Abbandono di persona incapace fino a causarne la morte. Secondo l'accusa, non le avrebbe somministrato le cure necessarie, tanto che la donna muore il 19 maggio 2002 dopo una lunga e devastante malattia che l'aveva ridotta a pesare 30 chili.

Con queste accuse, mosse dai parenti di lei, il camionista è finito sotto processo. Consulenti e periti confermano lo stato di totale abbandono in cui era stata lasciata la donna. Ma la Corte d'Assise lo ha assolto. Scrivendo una sentenza destinata a far discutere.


Per il presidente Luigi Domenico Cerqua non può estendersi al rapporto di convivenza quanto previsto dall'articolo 143, comma 2, del codice civile "che limita ai soli coniugi l'obbligo all'assistenza morale e materiale". Questo, infatti, comporterebbe una "inammissibile interpretazione analogica in mala partem". Per il giudice "sarebbe infatti contra legem, in un sistema retto dal principio di legalità, rendere applicabile la norma penale anche alle violazioni di obblighi morali o di solidarietà, e quindi anche nei confronti delle famiglie di fatto, ovvero di coloro che convivono more uxorio". "La cura, al pari della custodia - argomenta il presidente della Corte - deve fondarsi su uno specifico obbligo giuridico che trova la propria fonte nella legge o nel contratto, che peraltro fonda pur sempre nella legge la propria forza vincolante". E' obbligata alla cura, per esempio, la badante o l'infermiera che, in forza di un contratto, deve svolgere un determinato compito. Ma non due conviventi fantasma in quanto non riconosciuti da alcun tipo di contratto o articolo.

Si tratta di un primo grado e quindi di una decisione provvisoria in attesa di arrivare in Cassazione. Ma è una scelta che ha comunque un peso nel dibattito che riprenderà in autunno sui Dico e sulla sua ultima versione nota, i Cus - contratti di unione solidale - che portano la firma del senatore Giovanni Salvi, presidente della Commissione giustizia. La sentenza di Milano, infatti, è una negazione netta e chiara dei diritti delle coppie di fatto. In questo caso in "positivo" per l'imputato. In negativo da tutti gli altri punti di vita. E, anche, la dimostrazione che quando si parla di diritti per le coppie di fatto non ci si riferisce solo alle coppie gay ma anche, soprattutto, a quelle eterosessuali.

Tra gli obiettivi dei contratti di natura privatistica che riconoscono i diritti alle coppie di fatto c'è proprio il riconoscimento dell'assistenza sanitaria in caso di malattia di uno o dell'altro convivente. Oltre al diritto a subentrare nel contratto di affitto piuttosto che a ricevere la pensione di reversibilità.

Al di là delle intenzioni dei giudici milanesi, la sentenza di assoluzione del camionista stupisce e chocca. E dimostra, in tutta evidenza, la necessità di un regolamento che riconosca diritti e doveri dei conviventi. Che sono anche etero e non solo omosessuali.

(Repubblica.it)

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sabato, 21 luglio 2007, ore 17:28

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giovedì, 12 luglio 2007, ore 10:58

                          Shine on!


Un anno fa (veramente era ieri) si diffuse la notizia della morte di Syd Barrett. Per molti genio, per alcuni solo mito sopravvalutato. E' inutile dire cosa ne penso io considerato il mio amore per i Pink

Ricordiamolo solo con una delle più belle canzoni della storia del rock! (ovviamente non posso postarne la musica!)

Remember when you were young, you shone like the sun.
Shine on you crazy diamond.
Now there's a look in your eyes, like black holes in the sky.
Shine on you crazy diamond.
You were caught on the crossfire of childhood and stardom,
blown on the steel breeze.
Come on you target for faraway laughter,
come on you stranger, you legend, you martyr, and shine!
You reached for the secret too soon, you cried for the moon.
Shine on you crazy diamond.
Threatened by shadows at night, and exposed in the light.
Shine on you crazy diamond.
Well you wore out your welcome with random precision,
rode on the steel breeze.
Come on you raver, you seer of visions,
come on you painter, you piper, you prisoner, and shine!

Nobody knows where you are, how near or how far.
Shine on you crazy diamond.
Pile on many more layers and I'll be joining you there.
Shine on you crazy diamond.
And we'll bask in the shadow of yesterday's triumph,
sail on the steel breeze.
Come on you boy child, you winner and loser,
come on you miner for truth and delusion, and shine!


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domenica, 17 giugno 2007, ore 12:05

Avrei voluto farvi leggere questa petizione, per farvela firmare, sulla giornata dei pedofili.....ovviamente per farla eliminare. Sì, avete capito bene, era stato istituito il 23 giugno come giornata dell'orgoglio pedofilo....la cosa si commenta da sè!!!! A quanto pare, però, la polizia postale ha oscurato il sito (quello dell'orgoglio pedofilo),ora non so se per la petizione o meno (ma suppongo di sì), in ogni caso è una cosa decisamente fuori dal mondo!!!

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categoria : informazione






mercoledì, 13 giugno 2007, ore 17:24

CITTADINO DEL MONDO

Il tuo Cristo è ebreo
e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina
e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese
e il tuo caffè è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero
e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana
e la tua camicia è hawaiana.
Le tue vacanze sono turche,
tunisine o marocchine.
Cittadino del mondo,
non rimproverare il tuo vicino
di essere... straniero!

(Graffito munich)

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categoria : pensieri






martedì, 12 giugno 2007, ore 11:06

Diego Garcia, paradiso venduto da sua maestà.

Deportati altrove per far posto a una base Usa, gli isolani non si arrendono. A volte basta una tragedia, un solo crimine per spiegare come funziona l'intero sistema che si nasconde dietro un'apparente democrazia, per aiutarci a capire quanta parte del mondo si dà da fare a favore dei potenti e come sanno mentire i governi. Per comprendere la catastrofe dell'Iraq, e di tutti gli altri Iraq disseminati lungo la scia di sangue e lacrime della storia imperiale, è sufficiente soffermarsi sul caso dell'isola Diego Garcia. La storia di Diego Garcia è sconcertante, quasi incredibile. [....]

dal blog DiegoGarcia (cliccate per leggere l'intero articolo...per i pochi che lo faranno, è una cosa davvero assurda..)

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categoria : politica, scandali, informazione prima di tutto






domenica, 20 maggio 2007, ore 21:11

Sono viva.....solo sommersa tra milioni di cose da fare...e lo studio sob
Intanto vi lascio una canzone va........tipo musichetta d'attesa  (ma moooooolto più bella )

Ticking away the moments that make up a dull day
You fritter and waste the hours in an off hand way
Kicking around on a piece of ground in your home town
Waiting for someone or something to show you the way

Tired of lying in the sunshine staying home to watch the rain
You are young and life is long and there is time to kill today
And then one day you find ten years have got behind you
No one told you when to run, you missed the starting gun

And you run and you run to catch up with the sun, but it's sinking
And racing around to come up behind you again
The sun is the same in the relative way, but you're older
Shorter of breath and one day closer to death

Every year is getting shorter, never seem to find the time
Plans that either come to naught or half a page of scribbled lines
Hanging on in quiet desperation is the english way
The time is gone, the song is over, thought I'd something more to say

Home, home again
I like to be here when I can
And when I come home cold and tired
Its good to warm my bones beside the fire
Far away across the field
The tolling of the iron bell
Calls the faithful to their knees
To hear the softly spoken magic spells
(Pink Floyd - Time)

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mercoledì, 11 aprile 2007, ore 16:15

TERMINI IMERESE (Palermo) - Sfregio alla memoria di Peppino Impastato, il giovane militante di Democrazia proletaria e fondatore di radio Aut ucciso da Cosa nostra a Capaci il 9 maggio 1978, lo stesso giorno dell'assassinio di Aldo Moro, sulla cui vita è stato tratto il film «I cento passi». L'albero che era stato piantato in suo onore in un'aiuola comunale a Termini Imerese, in provicia di Palermo, è stato sradicato e appoggiato su un muro dove è stato poi scritto «Viva la mafia». La polizia sta indagando per scoprire se è stata solo una bravata o se il gesto è un messaggio mafioso.

ATTO GRAVE - «È un atto grave che amareggia e inquieta», ha detto Giuseppe Lumia (Ds), vice presidente della Commissione parlamentare antimafia. «In ogni caso è da non sottovalutare: è un chiaro segnale anche se si è trattato solo di una ragazzata, perché dimostra che la cultura della legalità e la memoria di coloro che sono morti per combattere la mafia non sono un patrimonio di tutti. È un atto ignobile che ferisce i tanti giovani di Termini Imerese che, sull’esempio di Peppino Impastato, hanno fatto della legalità una scelta di vita».
(Corriere.it)

Bravata o meno, è in ogni caso un atto, oltre che scoraggiante, decisamente indicativo di un certo tipo di mentalità che vige ancora! Soprattutto nel caso della bravata...ma poi basta vedere i modelli che hanno in Sicilia..Cuffaro! Che poi si prende pure la briga di fare certe cose, leggete un po':

REGIONE: DOMANI GIUNTA GOVERNO SU PULLMAN LEGALITA' A CORLEONE   CORLEONE (PALERMO) (ITALPRESS) - Domani la giunta regionale, presieduta da Salvatore Cuffaro, si riunira' presso il comune di Corleone, nel palermitano, in occasione della manifestazione "Carovana della legalita'". Alle 10 la giunta si rechera' a Corleone con il "Pullman della legalita'". "In quel tratto di strada - ha spiegato Cuffaro - simbolicamente ma soprattutto concretamente, approveremo delle misure di contrasto alla criminalita' organizzata, come la definizione di percorsi prioritari di accesso ai fondi comunitari per i programmi che utilizzino beni confiscati alla mafia". Alle 15 poi altra Giunta itinerante di governo nella sede dell'Ircac, con un incontro con i rappresentanti della Confcooperative e della Legacoop.

Ovviamente non voglio limitare la cosa solo in Sicilia, gli esempi peggiori li abbiamo anche in Parlamento e al governo..come speriamo di cambiare le cose se le istituzioni non solo non danno una mano, ma anzi vanno addirittura contro quella che dovrebbe essere la lotta alle mafie! Una frase di Falcone mi sembra molto attuale...le cose sono cambiate poco da allora....:

" Per vent'anni l'Italia è stata governata da un regime fascista in cui ogni dialettica democratica era stata abolita. E successivamente un unico partito, la Democrazia cristiana, ha monopolizzato, soprattutto in Sicilia, il potere, sia pure affiancato da alleati occasionali, fin dal giorno della Liberazione. Dal canto suo, l'opposizione, anche nella lotta alla mafia, non si è sempre dimostrata all'altezza del suo compito, confondendo la lotta politica contro la Democrazia cristiana con le vicende giudiziarie nei confronti degli affiliati a Cosa Nostra, o nutrendosi di pregiudizi: "Contro la mafia non si può far niente fino a quando al potere ci sarà questo governo con questi uomini".

Giovanni Falcone

Addirittura si è scoperto che molte associazioni che gestiscono i beni confiscati alla mafia sono state create dalla mafia stessa per poter riprendere tutti quei beni che aveva perso! Aveva ragione Peppino: "La mafia è una montagna di merda!"   Continuiamo a spalare, ma aumenta e aumenta..

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domenica, 08 aprile 2007, ore 20:29

FIRENZE - Anni di violenze, psicologiche e fisiche, di plagi e coercizioni nei confronti di bambini, ragazzi, intere famiglie, abusi e violenze sessuali su bambine e ragazzine minorenni, consumati nell'ombra di una canonica e mai venuti a conoscenza di nessuno fino ad oggi. Famiglie intere convinte di far parte di un progetto di fondazione di una "vera chiesa dello Spirito" contrapposta a quella, corrotta e incapace, "di fuori", e spinte a devolvere alla parrocchia denaro e beni, "per adempiere alla volontà di Gesù Cristo". E poi avviamento di ragazzi al seminario, con l'obiettivo di "colonizzare" la struttura ecclesiale attraverso incarichi di primo piano.

È questo - secondo le vittime dei plagi e degli abusi (così lontani nel tempo da rendere difficile ormai un'azione penale) che solo oggi, dopo tanti anni, hanno trovato il coraggio di parlare e chiedono giustizia appellandosi al Papa - ciò che è avvenuto almeno a partire dal 1975 in una parrocchia della periferia di Firenze, la Regina della Pace. Affidata fino al 2005 a un "carismatico" sacerdote oggi ottantenne, don Lelio Cantini, allontanato dalla città solo un anno fa ma mai privato dell'ordinazione. Con a fianco una donna, presunta "veggente" le cui visioni di Gesù, raccontano le vittime, servivano alla selezione degli "eletti". Oggetto di punizioni esemplari, privati dell'assoluzione e dell'eucaristia, se non avessero obbedito alle imposizioni del "priore", come il sacerdote si faceva chiamare. Fra cui quella sistematicamente rivolta a ragazzine di dieci, quindici, diciassette anni, di avere rapporti sessuali con lui, come forma, diceva, di "adesione totale a Dio". Facendo credere a ognuno di essere il prescelto e intimando il segreto assoluto pena il "castigo divino". Per questo, vinte le rimozioni e preso contatto con i compagni di allora, solo oggi le vittime hanno scoperto di aver condiviso un passato identico e terribile.
l'unico risultato, nel settembre 2005, di un trasferimento del "priore" "per motivi di salute" in un'altra parrocchia della Diocesi. Da qui la decisione di appellarsi al Papa. La prima volta con una lettera del 20 marzo 2006, con allegati dieci dettagliati memoriali di venti vittime di abusi, a cui risponde il cardinale Camillo Ruini, ricordando alle vittime, sentito Antonelli, che il sacerdote sotto accusa dal 31 marzo ha lasciato anche la Diocesi e augurandosi che questo "infonda serenità nei fedeli coinvolti a vario titolo nei fatti".

L'unico risultato: nel settembre 2005, di un trasferimento del "priore" "per motivi di salute" in un'altra parrocchia della Diocesi.

Il 'priorè vive con la "veggente" in una città della costa toscana, ha sempre intorno un gruppo di seguaci ed è tuttora ordinato.

L'invito, visto che "il male una volta compiuto non può essere annullato", è a "rielaborare in una prospettiva di fede la triste vicenda in cui siete stati coinvolti", e a invocare da Dio "la guarigione della memoria".

Da qui la decisione di appellarsi al Papa. La prima volta con una lettera del 20 marzo 2006, con allegati dieci dettagliati memoriali di venti vittime di abusi, a cui risponde il cardinale Camillo Ruini, ricordando alle vittime, sentito Antonelli, che il sacerdote sotto accusa dal 31 marzo ha lasciato anche la Diocesi e augurandosi che questo "infonda serenità nei fedeli coinvolti a vario titolo nei fatti".

Ma stiamo scherzando??? L'unico risultato è quello di aver trasferito il prete in un'altra parrocchia e di avergli impedito di confessare, celebrare la messa in pubblico, assumere incarichi ecclesiastici e per un anno dovrà fare un'offerta caritativa e recitare ogni giorno il Salmo 51 o le litanie della Madonna??? Mah, sinceramente non vedo come il trasferimento possa impedire che altri fatti del genere accadano in futuro e come ciò possa portare alla guarigione della memoria. Ruini deve essere davvero molto, ma molto, ma MOLTO ottimista se crede che si possa infondere così sereneità ai fedeli coinvolti. Ormai la loro vita è rovinata, il percorso della ripresa non è facile. E chi la da la serenità ai fedeli della nuova parrocchia?? Chi può impedire a don Lelio Cantini di ripetersi ancora?? Questa storia deve finire, sono tutti alibi, preti pedofili e stupratori non possono cavarsela così, devono essere presi provvedimenti! Poi si sbattono tanto per le coppie di fatto e le unioni gay in quanto demolitrici della famiglia....

Mmmmm, Buona Pasqua....

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